Monday, October 8, 2012

Eve&Adam by Michael Grant - Katherine Applegate


Titolo/ Title: Eve&Adam
Autore/ Author: Michael Grant - Katherine Applegate
Series: Eve & Adam 
Casa Editrice/ Publisher: Feiwel and Friends
Pagine/ Pages: 304
Genere / Genre: young adult, 
Link: Amazon.it, Amazon.com, Anobii, Goodreads, Bookdepository

Rating: 


Sommario: All'inizio c'era una mela. E poi ci fu un incidente d'auto, una terribile ferita e un ospedale. Ma prima che la testa di Evening Spiker si possa riprendere, uno strano ragazzo di nome Solo la sta portando nel laboratorio di ricerca di sua madre. Lì, con le migliori cure possibili, Eve si trova a passare il tempo da sola. Proprio quando pensa di star per morire - non a causa delle ferite, ma a causa della noia - la madre le assegna un progetto: creare il ragazzo perfetto. Usando un programma di simulazione straordinariamente dettagliato, Eve comincia a creare un ragazzo. Eve crea Adam. E sarà perfetto...vero?

Eve&Adam è un libro che fin dal titolo e dalla copertina mi sembrava pieno di possibilità. "E una ragazza creò un ragazzo…" è la frase stampata sulla copertina, insieme a una specie di mela a puzzle. Stuzzicante, non c'è che dire, ma una volta finito di leggere sono rimasta molto perplessa.

Mi è piaciuto? Suppongo di sì. L'idea di base, se non altro, è intrigante: una ragazza, vittima di un incidente che quasi le stacca una gamba, si trova a creare virtualmente il ragazzo perfetto nel laboratorio di sua madre, proprietaria di una enorme azienda che si occupa di creare vaccini, cure e fare esperimenti medici. Ma il confine etico che l'ingegneria genetica si trova a percorrere è sottile e facile da superare, quando ci sono di mezzo soldi e ambizione, come ben presto capirà Eve.

Il libro comincia con Evening che racconta in diretta il suo terribile incidente. Un incipit bellissimo "I am thinking of an apple when the streetcar hits and my leg severs", che ci fa entrare direttamente nel vivo della storia. Eve viene subito ricoverata, finché sua madre non decide di dimetterla e portarla nella sua clinica, insieme a Solo, un giovane ragazzo alquanto affascinante che lavora con lei. Lì la convince a testare un'interfaccia che permette di ricreare una persona, sia a livello fisico che caratteriale. Credendo che sia un semplice progetto informatico, Eve si dà alla creazione di quello che chiama Adam. Però c'è qualcosa che non quadra: la sua guarigione miracolosa, l'ostilità di Solo verso sua madre, i segreti sussurrati che girano per la clinica. E, nel tentativo di aiutare la sua amica Aislin, le cose precipiteranno verso rivelazioni inaspettate.

La scrittura è semplice e lineare, forse fin troppo; sembra quasi che vada a scatti da quanto le frasi sono secche e semplici. Ci vengono dette delle cose, ma non vengono descritte. Sappiamo che Solo è 'carino' e la madre di Eve è 'una stronza egoista', ma non lo sentiamo. La storia è scritta dal punto di vista alternato di Eve e Solo, ma le loro voci sono praticamente identiche ed è difficile distinguerli. Tutti i personaggi mi sono risultati un po' piatti, con poco approfondimento psicologico, e quindi è stato difficile rapportarsi con loro. Eve con la sua lieve arroganza, Solo con la sua idea di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, Aislin con la sua tendenza autodistruttiva, Adam con la sua perfezione…nessuno mi ha colpito.

Tuttavia la trama e le problematiche che solleva mi sono piaciute e spero vivamente che la storia migliori nel prossimo libro, anche se non so proprio cosa aspettarmi, visto che credevo fosse un autoconclusivo.

La citazione che mi ha colpito:

Finally he says, "I don't do hate." He grins ruefully. "However, I do resentment pretty well."

Il libro è attualmente inedito in Italia.




Synopsis: In the beginning, there was an apple - And then there was a car crash, a horrible injury, and a hospital. But before Evening Spiker's head clears a strange boy named Solo is rushing her to her mother's research facility. There, under the best care available, Eve is left alone to heal. Just when Eve thinks she will die - not from her injuries, but from boredom--her mother gives her a special project: Create the perfect boy. Using an amazingly detailed simulation, Eve starts building a boy from the ground up. Eve is creating Adam. And he will be just perfect . . . won't he?

Eve&Adam is one of those books which captivated me by the title and cover, so full of possibilities. "And girl created boy…" is the line printed on the cover, together  with a kind of jigsaw apple. Fascinating, I have to admit it, but once I finished reading I was a little bit perplexed.

Did I like it? More or less, yes. The whole idea is intriguing: a girl has a terrible car accident and her leg is practically severed and, while recovering, she ends up creating a virtual perfect guy in her mother's biopharmaceutical labs, where vaccines, cures and medical reserch are carried out. But the line that genetic engineering has to walk is very fine and easy to break, when money and ambitions are involved, as Eve will soon find out.

The book starts with Eve describing her terrible car crash. The incipt is wonderful "I am thinking of an apple when the streetcar hits and my leg severs", and made me immediately dive into the story. Eve is taken to the hospital, where she has surgery, but her mother pretends to have her at her private medical facility and brings here there with Solo, a smart and quite handsome guy working for her. Eve is then convinced to test a new interface simulating the creation of a person, both physically and mentally. Eve, thinking is just another science project, starts creating her perfect guy, Adam. Soon she feels that something isn't quite right: her miraculous recovery, the hate Solo feels towards her mother, the whispered secrets at the labs. And, while Eve is trying to help her bestfriend Aislin out, things will change and unexpected truths will be revealed.

The writing is simply, maybe a little too simple and I felt the narration flowed in a rather jerky way, at times. Sentences are short, we are told how things are but there are no descriptions. We know Solo is 'cute' and Eve's mother is 'a selfish bitch' but it's hard to really feel it. The story is told by Even and Solo's alternate POV, but their voices are so similar that it's difficult to tell them apart. All the characters were just too plain for me, with little psychological analysis, so I didn't really connect with them. Eve is slightly arrogant, Solo always seems to know what is right and what is wrong, Aislin is on self-destruction mode and Adam is just too perfect…hard to like any of them.

Anyway, I love the idea of the story and the discussions and problems of genetic engineering and I do hope it will get better in the next book, even though I do not know what to expect, as I thought it would have been a standalone novel.

My favourite quote:

Finally he says, "I don't do hate." He grins ruefully. "However, I do resentment pretty well."

4 comments:

  1. Ciao Lucia :D Ho appena scoperto il tuo blog. Complimentissimi! Grafica adorabile e post a dir poco... internazionali! In questi giorni, vedrò di recuperarli, perchè ho visto che recensioni come questa potrebbero risultare preziose per spingermi a cimentarmi, finalmente, con la lettura in lingua :) Questo romanzo, nello specifico, mi aveva attirato moltissimo per il titolo e la copertina, ma la trama non mi era sembrata all'altezza. La recensione mi ha aperto gli occhi: infondo, non mi sbagliavo poi così tanto ;)
    Se ti va, fai un salto da me: mi farebbe piacere :D

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    1. Grazie mille, Mr Ink! Spero che tu ti decida a leggere in inglese, sono sicura scoprirai libri indimenticabili! E adesso vengo subito a visitarti, devo farmi un po' di cultura di blogger italiani :D

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  2. Ecco un altro libro adocchiato da un po', non mi dispiace così tanto, sembra carino... ok, il tuo giudizio è un po' bassino, ma la cover è davvero unica e la storia è quantomeno originalissima... sono parecchio incuriosita:)

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    1. Ciao Franci!
      Guarda, credo il mio giudizio sia basso perchè le mie aspettative erano troppo alte. Rimane comunque una lettura piacevole, non memorabile e soprattutto poteva essere molto di più. Vedremo il secondo!

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