Tuesday, February 5, 2013

Touching the surface by Kimberly Sabatini + Meet the Author


Titolo/ Title: Touching the Surface
Autore/ Author: Kimberly Sabatini
Series: -
Casa Editrice/ Publisher: Simon Pulse
Published: 2012
Pagine/ Pages: 352
Genere / Genre: young adult, limbo
Link: Amazon.it, Amazon.com, Anobii, Goodreads, Bookdepository
Rating:

Sommario: Quando Elliot si ritrova morta per la terza volta, sa che deve aver fatto veramente un casino. Non ricorda come sia arrivata nuovamente nell'aldilà, ma sa che questa è la sua ultima occasione per sistemare le cose.
Elliot vuole solo andare avanti, ma prima sarà obbligata ad affrontare il suo passato e immergersi in ricordi dolorosi che preferirebbe tenere nascosti. Ricordi di persone che ha ferito, persone che ha tradito… e persone che ha ucciso.
Mentre riordina i segreti e gli errori del passato, Elliot deve trovare un modo per guadagnarsi il perdono della persona che ha ferito di più e rivelare la verità su di sé ai due ragazzi che ama.. anche se potrebbe voler dire perderli entrambi per sempre

Touching the surface di Kimberly Sabatini ha una di quelle ambientazioni che mi affascinano tantissimo, una storia coinvolgente e un bellissimo messaggio di fondo. È una storia dove ricordi, morte, dolore, pentimento, amore e perdono si mischiano in maniera perfetta e creano una storia dolcissima.

Il libro è ambientato nell'Ombil, una specie di limbo dove le anime vanno dopo la morte quando non sono riuscite a capire il loro personale piano di crescita spirituale durante la vita. Elliot vi è appena giunta per la terza volta e si sente un fallimento, per non aver ancora capito quale è la sua strada. A complicare le cose ci si mette la sua amica Julia, che improvvisamente vuole starle lontana, e i due fratelli Oliver e Trevor, con i quali sente di avere un legame. E infatti ce l'ha, visto che è la causa della morte di Oliver. Trevor la odia, Julia la evita, Oliver la vorrebbe aiutare… Elliot si trova in una situazione difficile e affrontare i ricordi della sua ultima vita non sarà per nulla facile. Ma c'è molto da imparare.

Con questa storia toccante, ho scoperto un'altra scrittrice bravissima. Tutti i personaggi mi sono piaciuti perché… non sono perfetti. Elliot è confusa, arrabbiata, spaventata, gentile, triste e anche egoista. A volte è troppo presa da se stessa per rendersi conto di quello che sta accadendo alle persone attorno a lei. Oliver forse è il personaggio che meno mi ha coinvolto, essendo quello più solare; ho una predilezione per i personaggi più dark. Trevor… ah, sì, Trevor è complicato, incasinato, pieno di rabbia e ha le T-shirt più fantastiche del mondo! In questo Limbo, infatti, le anime possono creare la realtà attorno a loro in base al loro umore o al loro subconscio e a quanto pare il subconscio di Trevor risponde alle situazioni con slogan sarcastici che appaiono sulle sue magliette.

La narrazione è in prima persona e noi seguiamo la storia tramite il punto di vista di Elliot. Insieme a lei riviviamo i ricordi non solo appartenenti alla sua vita, ma anche a quella degli altri personaggi, una sorta di flashback in cui le loro anime sono solo spettatrici. Lo stile è leggero, non troppo complicato e lascia spazio al bel messaggio di fondo, ovvero che si può imparare dai propri errori, anche dai più grandi. C'è molta speranza in questa storia.

Complessivamente, posso dire che è stata una lettura che mi è davvero piaciuta, proprio per il messaggio che ho recepito e, nonostante qualche difetto e qualche punto in cui ho trovato la narrazione un po' affrettata, posso dire di esserne soddisfatta. 

La frase che mi ha colpito:

“Maybe heaven was innocence, limbo was ignorance, and hell was fiery illumination.”

My eyes flew open, and if looks were able to turn a person to dust, Trevor would have been a sandbox. 

Il libro è attualmente inedito in Italia.



Sono felicissima di potervi presentare Kimberly Sabatini, un'autrice veramente gentilissima e simpatica! Ho avuto il piacere di intervistarla ed ecco la nostra chiacchierata! 


Ciao Kim!!!

Prima di tutto benvenuta sul mio blog! Sono eccitata all'idea di averti qui oggi" Ho letto Touching the surface durante una fredda notte e non riuscivo a smettere. Sono rimasta sveglia per finirlo e mi è davvero piaciuto, perciò sono veramente felice di avere l'opportunità di intervistarti. E spero non ti dispiaccia se indosso una maglietta ispirata a Trevor (uno dei personaggi) mentre parliamo del libro. Trevor ha le migliori maglietti del mondo!

Anche io sono una grande fan delle magliette. Voglio prendermene un po' con le frasi migliori di Trevor, LOL.

Allora cominciamo con le domande, che ne dici?

Sì!

1) Touching the surface è stato un libro commuovente e dolce, nonché molto originale. Mi è piaciuto il fatto che tu abbia creato una specie di limbo dove le anime possano cercare di imparare dagli errori delle loro vite passata in modo da poter migliorare in quella futura. A cosa ti sei ispirata?

Mio padre è morto otto anni fa. Ha combattuto con la depressione e benché fosse un uomo fantastico e meraviglioso, sembrava che avesse lasciato questo mondo con qualche faccenda irrisolta. Dopo che se ne è andato, ho cominciato a rendermi conto che dovevo cambiare alcune cose nella mia vita e ho cominciato a lavorarci su. Ma, sorpresa, il cambiamento è difficile. In maniera inconscia, attraverso la mia scrittura, penso di aver cominciato a cercare di capire se mio padre stava affrontando le mie stesse sfide. Credo di aver creato l'Obmil in modo da aver un posto in cui mi immaginavo mio padre crescere e cambiare come faccio io. Non è nella mia storia, ma di certo è negli spazi tra i mondi.

2) Ho trovato che ci si poteva identificare molto bene con i tuoi personaggi. Nessuno di loro è totalmente perfetto o totalmente incasinato. Hanno la possibilità di crescere e migliorare e imparare dai loro errori. Quale è stato il personaggio più difficile da scrivere e perché?

Grazie mille per averlo detto! Sono molto attratta dai personaggi imperfetti. So che a volte possono darei fastidio ai lettori, ma penso che il motivo della mia attrazione sia lo spirito affine che sento nei loro confronti. Sono fin troppo consapevole delle mie imperfezioni, ma mi sento meno sola e vulnerabile quando leggo di personaggi che sono un po' feriti e in qualche modo 'rotti'. Mi danno speranza per me stessa.
Il personaggio che è stato più difficile da scrivere e che lo è ancora è Julia. Attualmente è un personaggio 'crossover' in una storia su cui sto lavorando chiamata The opposite of gravity. Penso di essere un po' spaventata da lei. Devo sempre faticare per capirla. È la mia nemesi!

3) Quando hai cominciato a scrivere? E qual è stato il momento più difficile durante la stesura di Touching the surface? C'è stato un momento in cui hai pensato di lasciar perdere?

Ho cominciato a scrivere la bozza di Touching the surface circa due anni e mezzo fa, dopo che mio padre morì. Ho ricominciato a scrivere di nuovo dopo che è morto (poesie e libri illustrati), ma c'è voluto un po' prima che il mio libro venisse alla luce. Penso che sia stato difficile scriverlo come è difficile scrivere Julia.
La parte più difficile nel creare Touching the surface riguarda i miei figli. All'epoca in cui cominciai ad abbozzare il libro avevano 2, 4 e 6 anni. Ripensandoci, non so quando riuscissi a scrivere LOL! È la cosa più strana, ma è tutto molto confuso. Per quanto riguarda il lasciar perdere, non l'ho mai preso in considerazione. Avevo in testa l'immagine del mio libro che dormiva in biblioteca e mi sembrava giusta. Inoltre, le parole più importanti che volevo vedere pubblicate erano la dedica a mio padre. Fin dall'inizio avevo deciso che non c'era nulla che mi avrebbe fatto smettere di scrivere. A voler essere onesti, il giorno in cui ho scritto Fine sulla prima bozza, ho appoggiato la testa sulla scrivania e ho pianto. Non sapevo come sarebbe finito e poi ho capito che non avevo scritto solo i momenti allegri, li avevo vissuti. È stato un momento molto profondo.

4) Se potessi creare il tuo spazio personale come le persone fanno nell'Obmil, come sarebbe?
L'Obmil nel libro è il mio Obmil, in una versione più grande. Per quanto riguarda i dettagli, non mi piace camminare come Elliot, perciò avrei i miei personali vezzi che si manifestano. Ci sarebbe una scuola di danza e una pista per correre. Ovviamente ci sarebbe una libreria E una biblioteca, LOL! E le aquile avrebbero la coda rossa nel mio limbo, ma l'Obmil in sé e per sé è esattamente come me lo immagino.

E adesso ho qualche curiosità…e mi dispiace, ma io devo fare queste domande! È un rituale!

5) Il mio blog si chiama The Loyal Book. Credo fermamente che i libri siano amici fedeli. Qual è il tuo 'amico fedele', quello che continui a rileggere all'infinito, quello che porteresti con te su un'isola deserta?

Sì, i libri sono amici fedeli *abbraccia i libri*. Il mio libro preferito è The Giver di Lois Lowry l'ho letto per la prima volta a sedici anni ed è stato una specie di sospiro di sollievo, come se avessi avuto un momento di illuminazione: c'era qualcun altro al mondo che pensava cose strane e profonde come facevo io. Mi ha fatto sentire meno sola per quanto riguardava l'ambito spirituale. È un libro importante per me e mi è piaciuto moltissimo condividerlo con i miei figli. Ma ce ne sono altri, nuovi libri che scopro ogni giorno. Ci sono libri che mi commuovono e che mi fanno ridere. Alcuni sono interessanti, altri semplicemente divertenti. Ci sono libri che mi educano, che mi fanno uscire dalla mia ignoranza. E ci sono libri che mi ispirano a essere una persona migliore. Perciò penso che barerò e li metterò tutti su un e-reader. Ci sarà una presa sull'isola, vero?

6) Gli autori sono famosi per le loro manie… ne hai qualcuna? Ce le puoi dire o sono imbarazzanti?

Cavoli, ho più manie di quanto sia umanamente possibile. Dovrò nominare quelle più imbarazzanti e difficili da ammettere pubblicamente. Ricordi quello che ho detto sui personaggi imperfetti?
Sono terribile con lo spelling e la grammatica. Quando scrivo, salto da un tempo all'altro come un canguro. Anche quando le persone mi fanno notare che lo sto facendo, spesso guardo le parole, incapace di capire esattamente dove ho sbagliato. Sono problemi che ho sempre avuto, ma a essere onesti, sono sempre stata un'avida lettrice e una scrittrice molto dotata dal lato creativo della famiglia. Nonostante tutte le sfide che io abbia affrontato, ho sempre considerato leggere e scrivere una passione e un punto di forza.

Ultimamente, da quando sono arrivati i miei ragazzi, ho cominciato ad avere una prospettiva più ampia. Mio figlio maggiore è dislessico e i miei due altri ragazzi hanno problemi a leggere e scrivere. Durante gli anni, mentre studiavo la cosa, mi sono resa conto che anche io potrei averne sofferto. Quello che adesso sto cercando di fare è aiutarli a trovare un modo come ho fatto io, un modo per compensare in maniera efficace. Leggo lentamente, perciò uso gli audiolibri. Uso il controllo ortografico e persone che mi aiutano con i miei crimini grammaticali e di spelling. E sono onesta. Il mio agente e il mio editor sanno quali sono i miei problemi, ma sanno anche che lavoro duramente e conoscono i miei punti di forza. Non è fantastico? E la parte migliore è che ci sono strumenti ancora migliori per far sì che i ragazzi intelligenti non siano costretti a credere di valere meno degli altri.

Il modo migliore per spiegarti le mie manie è usare una metafora della danza. I ballerini usano misure da otto per unire musica e coreografica. Io non riesco a farlo. LOL! Ovviamente so contare, ma non posso contare e ballare allo stesso tempo *sbatte la testaé. Mi ci vuole più tempo dei miei colleghi ballerini, ma devo continuare a ripetere i passi finché questi non sono la musica, finché non riesco più a separarli. Così è il mio processo di scrittura. Continuo a danzare con le parole finché non le conosco. Troppe informazioni, vero? Scusami, a volte straparlo.

7) Hai qualche altro progetto a cui stai lavorando? Mi piace davvero molto la tua scrittura e spero di leggere altri tuoi lavori!

Oltre a The opposite of gravity, che ho nominato prima, ho un terzo manoscritto in corso d'opera, chiamato Chasing adaptation. *dita incrociate* sul fatto che riuscirò a sistemare tutti quei reati grammaticali e di ortografia e vendere presto quei due libri, LOL!

Grazie mille, Kimberly, per il tuo tempo e la tua pazienza. È stato fantastico parlarti e posso davvero dire che Touching the surface mi ha toccato il cuore. Ma non in superficie, nel profondo. Spero che continuerai a scrivere altre storie meravigliose!

Grazie mille per averti ospitato nel tuo blog e per aver condiviso parole così dolci su Touching the surface. È una cosa bellissima sapere che le proprie parole e i propri pensieri sono riusciti a toccare un'altra persona. *Abbraccio*




Synopsis: When Elliot finds herself dead for the third time, she knows she must have messed up, big-time. She doesn’t remember how she landed in the afterlife again, but she knows this is her last chance to get things right.
Elliot just wants to move on, but first she will be forced to face her past and delve into the painful memories she’d rather keep buried. Memories of people she’s hurt, people she’s betrayed…and people she’s killed.
 As she pieces together the secrets and mistakes of her past, Elliot must find a way to earn the forgiveness of the person she’s hurt most, and reveal the truth about herself to the two boys she loves…even if it means losing them both forever

Touching the surface by Kimberly Sabatini has one of those settings which fascinates me, a compelling plot and a wonderful message. It's a novel where memories, death, life, sorrow, pain, forgiveness and love all come together in order to create a sweet and lovely story that had me up at night.

The book is set in the Ombil, a kind of limbo where souls go after they die when they haven't figured out their own plan for spiritual growth during life. They can go there more than once and Elliot finds herself in the Ombil for the third time and feels like a failure, because she still hasn't figured out her path. To complicate things, Julia, her bestfriend, suddenly doesn't want to be around her and there are two brothers, Oliver and Trevor, to whom Elliot is particularly drawn. Then she finds out she's the one who killed Oliver. Trevor hates her, Julia avoids her, Oliver would like to help her… Elliot is caught in a very difficult situation and it's not going to be easy to face the memories of her last life. But there is so much to learn…

With this moving story, I discovered another great author. I loved the characters because… they are not perfect. I tend to be wary of flawless characters, but in Touching the surface I found myself understanding the reactions of the characters. I related to them. Elliot is confused, angry, kind, sad, she's afraid and at times a bit selfish. She's sometimes too caught up in herself to notice what is going on around her. Oliver, the golden boy, is probably the one I liked less, since he's too happy; I do tend to like more darker characters. Trevor… oh, yes, Trevor is complicated, messed up, a hot mess full of anger and he's just awesome. Oh, and he has the coolest T-shirts in the world! In this limbo, where souls can create the surroundings according to their mood or unconscious feelings, it looks like Trevor reacts by creating sarcastic sentences that appears on his T-shirt. I absolutely loved it. But all the characters are great, with so many things that we slowly discover.

We follow the story through Elliot's eyes and, together with her, we get to experience not only her own memories but also the ones of the other characters, like a sort of flashbacks that help the souls understand what happened in their lives. The writing is fresh and captivating and makes the story very enjoyable. And the message the novel conveys is wonderful; we can make mistakes and learn from them. There is hope.

Overall, I really liked the book, for the perfect mix of good plot and great message. I will surely read this author's next books! 

My favourite quote:

“Maybe heaven was innocence, limbo was ignorance, and hell was fiery illumination.”


My eyes flew open, and if looks were able to turn a person to dust, Trevor would have been a sandbox. 


GUYS!!! I am really happy to have Kimberly Sabatini here on the blog today! I had the pleasure to interview her and let me tell you, she's absolutely sweet! Here is our conversation!


Hi Kim!!!

First of all, welcome to my blog! I am so excited to have you here today! I have read Touching the surface during one long cold night and I couldn't put it down. I stayed up to finish it and I really enjoyed it, so I am absolutely happy to get the chance to interview you. And I hope you don't mind if I put on a Trevor-inspired T-shirt while we discuss your book. Trevor has the best t-shirts EVER! I’m a big fan of the T-shirts too! I want to get a few made up with some of Trevor’s best sayings LOL!

So, let's start with the questions, shall we?

Yes!

1) Touching the surface was such a lovely and moving novel. It was also very original. I loved that you created this sort of limbo where souls can try and learn from their past lives in order to do better in the next one. Where did you get the inspiration?

My dad died eight years ago. He struggled with depression and while he was a wonderful and amazing man, it felt like he left this world with some unfinished business. After he was gone I began to recognize some things that I needed to change in my own life and I began working on them. But—surprise—change is hard. Subconsciously, through my writing, I think I began trying to figure out if my dad was still facing the same challenges that I was. I believe I created the Obmil so I’d have a place to picture him growing and changing the same way that I am. He’s not in my story, but he’s certainly in the spaces between the words.

2) I found your characters to be very relatable. None of them is totally perfect or completely messed up. There is a chance for them to improve and to grow and to learn from their mistakes. Who was the hardest character to write and why?

Thank you so much for saying that. I’m very drawn to flawed characters. I know it can really turn a reader off sometimes, but I think the attraction for me is the camaraderie I feel towards them. I am overly self-conscious of my imperfections, but I feel less alone and vulnerable reading about characters that are a little bruised—a little broken. They give me hope for myself.

The hardest character for me to write was and still is Julia. Currently she is a crossover character in the contemporary novel I’m working on called THE OPPOSITE OF GRAVITY. I think I’m a little bit afraid of her. I’m always struggling to unravel her enough. She is my nemesis!

3) When did you start writing? And what was one of the hardest moments during the writing of Touching the surface? Was there a moment in which you thought about giving up?

I started drafting TTS about two and a half years after my dad passed away. I started writing again (poetry and picture books) right after he died, but my book took a little while longer to surface. I guess I’m as difficult to unwrap as Julia is.

The hardest part about creating TTS involved my boys. They were 2, 4, and 6 at the time I began fleshing out the novel. Looking back, I have no recollection of when I did any writing LOL! It’s the weirdest thing, but it really is a blur. As for wanting to give up, it never felt like an option. I had this picture in my head of my book, sleeping overnight at the library, and it felt right. Besides, the most important words that I wanted to publish were the dedication to my dad. I decided from the beginning that there was nothing that was ever going to make me quit writing. To be honest though, the day I put The End on the first draft, I laid my head down on my desk and cried. I hadn’t known how it was going to end and then I realized that I hadn’t just written those ah ha moments, I’d lived them. It was very powerful. 

4) If you could create your own place like the people in the Obmil do, how would it look like?

The Obmil in the book is my Obmil, in a big picture kind of a way. As for the details, I’m not an avid hiker like Elliot, so I’d have my own personal quirks that would show up. There would be a dance studio and a running trail. Certainly, there would a bookstore AND a library LOL! And the eagles would be red-tailed hawks in my limbo, but the Obmil in and of itself—that’s exactly how I really picture it.

And now I have some curiosities... and I'm sorry, but I have to ask you these questions! It's a ritual for me!

5) My blog is called The Loyal Book. I firmly believe books are loyal friends. What's your 'loyal book', the one you keep reading over and over, the one you will take with you on a desert island?

Yes—they are loyal friends. (((hugs books))) My favorite book of all time is THE GIVER by Lois Lowry. I first read it in the 10th grade and it was like an audible sigh of relief as I had a light bulb moment--there was someone else in the world that thinks strange and deep thoughts the way that I do. It made me feel not so alone in the soul department. It’s a keeper for me and I’ve especially loved sharing this book with my boys. But there are others—new ones creep up every day. There are ones that move my soul and ones that make me laugh. Some are clever and some are simply entertaining. There are the books that educate me—pull me out of my ignorance. And there are the ones that inspire me to be a better person. So, I shall cheat and take them all on an e-reader. There will be a plug on the island, right?

6) Authors are famous for their quirks… do you have any? Can you tell us or is it something embarrassing?

Crap—I have more quirks than I can shake a stick at. I shall go with the most embarrassing and hardest to publically admit. Remember what I said about those flawed characters?
 I am horrible at spelling and grammar. When I’m writing, I jump from one tense to another like a kangaroo. Even when people point out that I’m doing it, I often look at the words, unable to completely decipher exactly where I’ve gone wrong. These are issues I’ve always had, but to be fair, I’ve also always been a ferocious reader and a very good writer on the creative side of the house. Despite any challenges I may have felt I had, I’ve always considered reading and writing both a strength and a passion.

Recently, when my boys came along, I started to gain a broader perspective. My oldest son is dyslexic and my other two boys have reading and writing challenges. Over the years, as I’ve researched their world, I’ve come to realize that I may have one foot in it, too. What I’m trying to do now, is help them to find ways to figure out what I’ve stumbled upon, a way to compensate effectively. I read slowly, so I supplement with audiobooks. I use spell check and critique partners to assist with my spelling and grammar crimes. And I use honesty. My agent and my editor know what my challenges are, but they also know how hard I work and what my strengths are too. Isn’t that fabulous? And the best part is there are even more great tools and knowledge out there to make sure amazingly smart children aren’t pigeon holed into believing they are less than someone else.

The best way for me to explain my quirk to you, is to use a dance analogy. Dancers use counts of eight to connect the music and the choreography. I can’t do that either. LOL! I absolutely can count, but I can’t count and dance at the same time. * head thunk * It takes me a little longer than my fellow dancers, but I have to keep repeating the movements until they are the music--until I can’t separate them from each other. That is what my writing process is like. I keep dancing with those words until I know them. This was TMI, wasn’t it? Sorry, I ramble sometimes.

7) Do you have any other projects you're currently working on? I really like your writing and I do hope to read more by you!

In addition to THE OPPOSITE OF GRAVITY, which I mentioned above, I have a third manuscript percolating called CHASING ADAPTATION. * fingers crossed * that I finish cleaning up all those grammar and spelling crimes and sell book two soon LOL!

Thank you, Kimberly, for your time and patience. It's been great to talk to you and I can really say that Touching the surface touched my heart. But not the surface, it touched me deep within. I hope you'll keep writing more wonderful stories!

Thank you so much for having me over to your blog and for sharing such sweet thoughts about TOUCHING THE SURFACE. It is a beautiful thing to know that your words and thoughts have connected with another person. (((hugs)))

No comments:

Post a Comment